Siamo in guerra. Contro tutto e contro tutti. Tutti vecchi, tutti inutili, tutti morti, tutti uguali. Tranne noi, s’intende, che siamo più uguali degli altri. Noi vi mostreremo la Nuova Via. Libera da ogni struttura. Politica, economica, sociale. Tabula rasa, tana libera tutti. Noi siamo come l’Umberto dei bei tempi. Quello che ruttava in canottiera sulle sponde del Dio Po, e metteva al medio ladroni e terroni. Abbiamo perso anche lui. Sciolto, liquefatto nel Sistema. Noi non faremo lo stesso errore. A noi rimarrà sempre un “vaffa” in canna. Perché noi conosciamo. Noi abbiamo visto. Il Futuro.
Un tempo spaccavamo i PC a suon di mazzate. Poi abbiamo scoperto che si possono collegare in Rete. Per fare un tavolo ci vuole il legno. Per fare l’uomo ci vuole il Web. Web ergo sum. Se non sei in Rete, non sei.
“La Rete è un’opportunità unica per creare un’intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano.”
Resistance is futile. E perché poi resistere? L’intelligenza collettiva del formicaio oscura la stupidità delle formiche. Sarete assimilati a colpi di petabyte. Resistance is futile. Mi piace. Volontà del “mi piace”. Potenza del “mi piace”. Biowashball, grazie al suo principio di ceramica ionizzante, rende il tuo bucato limpido e scintillante. Funziona. L’ha provato mia nonna. Mi piace, mi piace, mi piace. Se non ci credi, sei scemo. Se i tuoi test fanno eccezione, allora lavori per la lobby del sapone. Mi piace, mi piace, mi piace, mi piace. Un solo “mi piace” non piace a nessuno. Centomila “mi piace” sono una scarica di neuroni collettivi. Sono sangue che inonda i corpi cavernosi degli influencer. Sono le note di un nuovo spartito: quello che vogliamo scrivere per i prossimi vent’anni almeno. Inutile resistere. You will be assimilated.
Letture consigliate
E’ il simbolo dell’ennesima emergenza che ha sferzato il Bel Paese. E’ simbolo stesso di “emergenza” (termine tra i più abusati del terzo millennio). E’ il sindaco con la pala.
E’ una notizia che può passare inosservata, in un periodo in cui chi ancora può dirsi fortunato è alle prese con il calcolo dell’Imu e della pensione, o con l’ennesima sorpresa al distributore e al casello. Ed è una notizia inosservata anche da chi è troppo distratto dalle gesta del capitano spompato di turno, per potersene preoccupare.
Ah! Se il vecchio Ludovico Van fosse stato fra noi. Con quali maestose fughe avrebbe accompagnto la corsa dello spread, e quali celestiali perle avrebbe regalato ai PIGS!
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte il borgo era già in fermento, e gli abitanti dalle vestaglie variopinte si riversavano nella grande piazza, come code di candele romane che implodono con il rewind. Alcuni, con il passo lento, silenzioso e accorto dei seminatori di grano, selezionavano il porfido migliore. Altri urlavano vendetta, infilzando il vento coi forconi aguzzi. Tutti infine si ritrovarono attorno al ragazzo dai capelli rossi e gli occhi blu, inginocchiato in una pozza di sangue proprio lì, davanti ai cadaveri straziati dei fratelli. Anche se tutto il paese era ben conscio dell’avvenimento (di bocca in bocca, senza bisogno di alcun giornale, si era sparsa la voce della strage) alcuni curiosi, sorpresi dal macabro spettacolo, presero a fuggire in ogni direzione, dimostrando la differenza fra idea e azione. « Peccato! » fu il coro unanime degli altri quando il capitano Spartaco, facendosi largo tra la folla, impedì il lancio della prima pietra.
L’articolo di Massimo Gramellini
